giovedì 5 maggio 2016

Recensione 'La vita a rovescio' di Simona Baldelli





Autore: Simona Baldelli
Editore: Giunti
Collana: Scrittori Giunti
Prezzo: € 13,60

Sinossi

'La vita a rovescio' è ambientato nella Roma del 1735 e ha come protagonista una ragazza di quattordici anni, Caterina Vizzani, che ama le donne e pensa di essere nata 'a rovescio'. Si innamora della figlia di un noto avvocato, ma quando la madre di quest'ultima le trova a letto insieme, Caterina è costretta a fuggire con una denuncia per sodomia che le pende sulla testa e un'altra per stregoneria. L'unico modo per sfuggire alla sua triste realtà è diventare uomo; è così che ribalta la sua vita vestendo i panni di Giovanni Bordoni. 

La recensione di 'La vita a rovescio'

Ho iniziato a leggere 'La vita a rovescio' quasi per caso; la sinossi mi intrigava, tanto che in appena due giorni ho finito l'intero romanzo. Mi è piaciuto moltissimo, non solo per la scrittura fluida e perfetta, ma anche per la trama che si dipana in modo lineare e semplice. I personaggi sono descritti in maniera esemplare, così come la Roma settecentesca. Non ho mai letto nulla di Simona Baldelli, ma 'La vita a rovescio' mi è proprio piaciuto. Il lettore si cala perfettamente nei panni della protagonista, una ragazza che non si sente donna, che si rifiuta di essere relegata in un angolo come accadeva a quel tempo a chiunque fosse nata donna, e che invece si sente capace di fare tutto ciò che riesce a fare un uomo. Incantevole la volontà di riscatto di Caterina... assolutamente da leggere! Potete acquistare 'La vita a rovescio' su Amazon qui!

'Caterina sapeva di essere nata alla rovescia. 
Si era sempre sentita fuori posto, costretta a fare cose senza senso.
 Camminare per strada a testa bassa, per esempio, 
chiudersi in casa appena scendeva il tramonto e, 
soprattutto, 
parlare a bassa voce'.  


"Forse gli uomini erano i padroni del mondo perché le donne li lasciavano fare, 
come se trovassero soddisfazione nelle chiacchiere, nei sospiri e nelle lacrime 
e fossero contente così. 
La vita, per le femmine, era una specie di teatro:
 gli uomini stavano sulla scena e loro sotto, ad applaudire.
 Ma a lui non bastava.
 Da che era diventato Giovanni,
 il mondo si era raddrizzato e aveva scoperto la sua vera natura.
 Voleva salire sul palco"